Il progetto nasce dall’esigenza di ricostruire l’attività sportiva calcistica che si è svolta a Roma dal dopoguerra ad oggi.
Protagonisti saranno tutte quelle persone che hanno contribuito allo sviluppo del gioco del calcio e cioè presidenti, dirigenti, guardiani del campo, atleti o semplici spettatori.
Il più delle volte il calcio si svolgeva all’interno di quartieri popolari, dove l’idea della partecipazione avveniva attraverso il percorso di giocatori, veri “eroi” popolari, avvolti nella leggenda.
Basti pensare a squadre di quartiere come il famoso Bettini Quadraro,
In questo lavoro si tratterà di ripercorrere luoghi, personaggi, storie anche attraverso testimonianze visive di dirigenti sportive che hanno operato o che operano, all’interno di società di calcio.
Erano i momenti in cui si tifava a favore e non contro, dove la visione dell’evento prevedere la partecipazione popolare in un misto di allegria e spensieratezza.
Il calcio, se non ritorna a vivere nei quartieri, nelle piazze o negli oratori è destinato ad esaurire quella spinta di benessere e di barriera contro le devianze giovanile, che caratterizza lo stato attuale delle cose.
Il progetto “Il calcio di una volta” non deve essere visto solo come una rivisitazione del calcio del passato, ma come uno slancio per riacquistare popolarità all’interno di una città, come la nostra, che ha dato i natali sportivi a tanti campioni dello sport, ma anche a tante persone che, seppur non arrivate al mondo professionistico, hanno vissuto quei momenti in maniera totale e partecipativa.
Non a caso per l’operazione del “Il calcio di una volta” si cercherà di coinvolgere le società sportive di oggi, l’Associazione delle Vecchie Glorie di Roma e Lazio,
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